Tappa n°1: Passo della Cisa-Pontremoli

Prima tappa di Via Francigena toscana: un gruppo di pellegrini guidati da Roberta Ferraris, autrice della guida edita da Terre di Mezzo

La prima tappa della Via Francigena Toscana

Via Francigena: tappa Passo della Cisa-Previdè

Pontremoli è il punto di arrivo della prima tappa di Via Francigena, in territorio toscano.

La tappa prende avvio proprio nel punto in cui Toscana ed Emilia si trovano a confinare: il Passo della Cisa.

Per chi proviene da tappe precedenti, il luogo più prossimo al Passo della Cisa, (s.l.m. 1029) presso il quale poter pernottare è l’Ostello del Passo della Cisa (s.l.m. 980) che, però, dista ca. 2,5 Km, in leggera salita, dal Passo che gli da il nome,

Giunti al Passo della Cisa ponete attenzione ai cartelli. Simili fra loro, quello per la Francigena in automobile ( la francigena in automobile? un’idea aberrante!) e quello indicante invece il tracciato francigeno percorribile a piedi, sono simili e ancorati al solito palo, il ché talvolta può dare origine a confusione.

Comunque troverete l’imbocco della Via Francigena sulla vostra destra, sotto la scalinata che conduce alla bella chiesetta della Madonna della Guardia. Un riferimento a prova di errore perché la chiesa campeggiando, in alto, solitaria non può sfuggire neppure al più distratto degli sguardi.

Attraverso il sentiero, contrassegnato dal CAI con la sigla 00, dopo una breve salita, raggiungerete un’ombrosa faggeta, all’interno della quale poco discosta, ma visibile sulla destra, potrete trovare anche un’area attrezzata per la sosta.

Proseguendo, sempre con percorso in dolce discesa attraverserete prima un’abetaia e poi un tratto prativo antistante il punto in cui dovrete attraversare la Strada Statale 62.

Dalla parte opposta della strada ritroverete il sentiero che, in breve, vi condurrà al Passo del Righetto (s.l.m. 969).

Qui il riferimento, a prova di errore, per imboccare il percorso ufficiale, è rappresentato da una cabina dell’Enel che si fa notare per il suo contrasto con la bellezza del paesaggio circostante.

Non demoralizzatevi: da qui in avanti, lungo il percorso ufficiale vedrete solo cose belle!

Davanti alla cabina avrete il sentiero sul quale potrete immettervi aprendo il cancello di legno che lo delimita, richiudendolo poi, diligentemente, così come indicato nel cartello ivi apposto.

Proseguendo in dolce salita, corroborata da una vista spettacolare raggiungerete il monte Cucchero sul quale svetta un campanile in arenaria, opera dell’artigiano locale Fabio Bagatta. Portandovi in sua prossimità potrete dominare l’intera Valdantena, riuscendo, da lì, a scorgere tutti i 9 campanili presenti nelle diverse frazioni circostanti.

Via Francigena: il campanile in arenaria, opera di Fabio Bagatta
Via Francigena: il campanile in arenaria, opera di Fabio Bagatta

Si prosegue quindi su un percorso estremamente panoramico, fra prati e boschi di essenze diversificate, faggi, carpini, castagni e cerri, mentre il sentiero va assumendo l’aspetto di una mulattiera e la discesa si fa più impegnativa, richiedendo un minimo di attenzione.

Il primo borgo ad essere raggiunto è Cavezzana D’Antena che, sfiorato dal percorso, per essere visitato, richiede alcune decine di metri di strada aggiuntiva: una svolta a destra e, dopo l’attraversamento di un antico ponte in pietra, sarete subito nel paese dove potrete anche riempire le borracce presso un’altrettanto datata pubblica fontana.

Proseguendo, fra muretti a secco e campi coltivati, arriverete a Groppoli, dove ancora una volta potrete trovare una fontana pubblica, anzi due.

Superato Groppoli scenderete fino ad intercettare la Strada Provinciale, che, percorsa per pochi metri, attraverserete per raggiungere il fondo valle dove scorrono le trasparenti acque del torrente Civasola.

Nelle belle giornate estive risulta difficile resistere alla tentazione di un bagno ristoratore. Quindi, quando programmate percorso e tempi, tenetene conto.

Sulla Via Francigena: bafgno ritemprante nel torrente Civasola
Sulla Via Francigena: bafgno ritemprante nel torrente Civasola

Attraversato poi il torrente Civasola su una suggestiva passerella tibetana, si risale attraverso un sentiero ombreggiato, fino all’abitato di Previdè, un antico borgo che, intorno al 1200 ha visto anche la presenza di San Francesco.

Il borgo deve il suo singolare nome alla soprastante medievale torre di avvistamento di cui oggi si possono scorgere ancora alcune parti di muratura (Previdè volgarizzazione del latino prae videns = che vedono prima). Anche in Previdè c’è un’antica fontana pubblica ed uno spazio dedicato alla sosta dei pellegrini, “l’oasi del pellegrino”.

Usciti dal paese, in dolce saliscendi fra vigneti ed uliveti, in breve raggiungerete l’abitato di Groppodalosio.

Al centro del paese, la Via Francigena si insinua fra le case e, con una diramazione sulla destra, scende fino a raggiungere il corso del fiume Magra, attraversabile per mezzo del bel ponte medievale diventato ormai icona della Via Francigena.

Pellegrini presso il ponte medievale di Groppodalosio

Risalendo poi dall’altro versante del fiume si raggiunge il paese di Casalina, con la sua bella chiesa di S. Matteo ed un antico mulino ad acqua perfettamente conservato.

Il cammino passa proprio davanti a quest’ultimo e, superatolo di poco, il sentiero apre le porte ad uno scenario quasi fiabesco: un percorso circondato da prati, fioriti in stagione, guida verso l’antico borgo di Toplecca da lì, poi, c’è solo il bosco con i suoi musicali rumori: il canto degli uccelli, il ticchetio del picchio, l’abbaio del capriolo e lo scrosciare delle acque.

Queste, in più punti, scendendo dal fianco della montagna formano serie di cascate della cui vista potrete godere dai vari antichi ponticelli in pietra, disseminati lungo il percorso.

Il più conosciuto, fra questi, è “il ponte della spergiura“, così chiamato in virtù della tormentata vicenda dalla quale ha poi preso il nome che, tutt’oggi, a distanza di secoli, ancora lo contraddistingue.

Circondati da tanta bellezza, probabilmente, non avvertirete neppure la fatica che dovrete sopportare per raggiungere i quasi 700 metri di altitudine del Passo della Crocetta.

Un luogo in cui sotto i vostri occhi, quasi fosse una carta geografica 3D, apparirà l’intera vallata del Magra.

Da lì in poi la strada è tutta in discesa ed ancora su sentiero.

Nel raggiungere il paese successivo, Arzengio, incontrerete le XIV stazioni della Via Crucis che una popolazione particolarmente devota ha installato e presso le quali si svolge la processione del Venerdì Santo.

Attraversato il paese, e dopo un ulteriore piccolo tratto in discesa, su un selciato in pietra, e 4 tornanti Pontremoli comparirà alla vostra vista.

Una manciata di minuti vi sarà sufficiente a raggiungerne il centro dove, un po’ stanchi ma felici, potrete ristorarvi presso uno dei bar che si affacciano sulle sue belle piazze recuperando energie attraverso la dolcezza dell’amor, prodotto principe della pasticceria locale.

Indicazioni utili in merito alla tappa di Via Francigena Passo della Cisa -Pontremoli
Indicazioni utili in merito alla tappa di Via Francigena Passo della Cisa -Pontremoli

In rete trovate numerosi siti in cui vengono dati consigli di carattere generale a chi si appresta a fare un’esperienza percorrendo la Via Francigena.

Sarebbe pertanto inutile stilare l’ennesimo elenco dando indicazioni in merito allo zaino, al suo peso ideale, a cosa è indispensabile ed a cosa è invece opportuno rinunciare.

Tralasciando quindi i consigli di carattere generale di seguito forniamo alcune indicazioni, relative a questa specifica tappa:

Come raggiungere il Passo della Cisa

  1. Utilizzando il servizio di linea CTT che, con partenza da Pontremoli, effettua due corse giornaliere (alle 6,19 e alle 13,17) verso il Passo della Cisa. Il viaggio richiede ca. 40 minuti di percorrenza ed è fortemente consigliato accertarsi preventivamente che il servizio sia regolarmente funzionante telefonando all’azienda trasporti al n° 050884000. La concessionaria CTT è presente in più zone. Per quando il risponditore vi chiederà di selezionare la provincia per la quale volete ricevere informazioni, vi ricordiamo che Pontremoli è in Provincia di Massa Carrara ed il servizio per il Passo della Cisa è contraddistinto dall’identificativo 04).
  2. Utilizzando il treno arrivando, quindi, con lo stesso alla stazione di Berceto. Qui, la soluzione migliore consiste nell’aver cura di effettuare la prenotazione del Pronto Bus, servizio di corse a chiamata, con un giorno di anticipo e telefonando al numero 840222223. Il Pronto Bus vi condurrà al Passo della Cisa o a Berceto, secondo le vostre preferenze. N.B. In modo da evitarvi una spiacevole sorpresa, vi consigliamo di utilizzare il Pronto Bus anche qualora intendeste visitare Berceto ed il suo bel duomo. Infatti, non tutti ne sono al corrente ma la stazione ferroviaria non è a Berceto bensì a Ghiare di Berceto, una frazione che dista circa 10 chilometri dal capoluogo.
  3. Berceto è un bel paese e, qualora ciò sia compatibile con i vostri programmi, meriterebbe una visita. Di particolare interesse è il Duomo e, per i golosi, anche la pasticceria che gli sta di fronte: Pasticceria del Duomo: le migliori paste del territorio. Pernottamento e cena non sono un problema. A Berceto esistono molti locali in grado di fornire un buon servizio. Uno di questi è particolarmente apprezzato dai pellegrini, La Casa dei Nonni: è B&B ma anche ristorante e piadineria.

Suggerimento in merito al percorso

Come indicato in altra sezione del sito, la Via Francigena non è un percorso univoco. Per cui lungo il tragitto potrete trovare anche indicazioni tese ad indirizzarvi su una strada diversa: una variante enfatizzata con il nome di Francigena storica. Tenete però presente che, in questa tappa, la Via Francigena ufficiale è il percorso più bello e più sicuro. Per di più, un percorso sul quale potrete trovare risposta ad ogni vostra esigenza, perché sullo stesso, insistono ben 4 strutture ricettive, di diversa tipologia. Inoltre a poche centinaia di metri dal percorso, in località Molinello, potrete trovare 2 bar e 2 trattorie tipiche. Infine, a Previdè, è stata allestita l’oasi del pellegrino. Uno spazio ombreggiato, attrezzato, dotato di acqua potabile e di Wi-Fi libero, presso il quale potrete fermarvi per una sosta ristoratrice.

Da parte sua, la strada alternativa, che si snoda per lunghi tratti sul manto asfaltato, risulta leggermente più breve.

Pertanto mentre il percorso ufficiale è ideale per tutti quest’ultimo può offrire un vantaggio unicamente al pellegrino da bar ed al turbopellegrino.  Per la definizione “pellegrino da Bar” e “turbopellegrino” vedi la classificazione al fondo di questa pagina: http://francigenatoscana.it/la-via-francigena-oggi/