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Non accettiamo pubblicità e pubblichiamo, gratuitamente, tutte le attività che offrono servizi lungo la Via Francigena Toscana.

Una semplice mail, con una stringata ed utile indicazione, da parte di chi ha già percorso il cammino, è un atto di generosità nei confronti di coloro che lo seguiranno e potranno avvalersene.

Peraltro, la solidarietà e la cura per gli altri ben si confà allo spirito francigeno. O no?

Via Francigena toscana: un percorso affascinante e sicuro

La Via Francigena Toscana ha inizio al Passo della Cisa (1049 metri slm) e si conclude a Ponte a Rigo (296 metri slm): in mezzo un tripudio di paesaggi diversi, di culture, di storie, di profumi, di sapori: una esperienza che ne vale mille!

La Toscana, fino ad oggi, è la Regione che più ha creduto e più si è impegnata nella valorizzazione della via francigena.

Tramonto sulla via francigena
Tramonto sulla via francigena

Toscana conosciuta e toscana minore

Il tracciato è generalmente ben tenuto ed i tratti che si snodano su strada asfaltata sono limitati a quei luoghi dove, oggettivamente, è risultato pressoché impossibile individuare alternative praticabili.

Una scelta intelligente che ha tratto spinta anche dalla consapevolezza di disporre di un territorio che, pur ricco di fascino nella sua interezza, talvolta e per tanta parte, è poco conosciuto.

Infatti la bellezza delle città d’arte toscane, giustamente attrattiva, fa sì che, per molti, “Toscana” significhi Firenze cui, in posizione ancillare vanno ad aggiungersi Lucca, Pisa, Siena e pochi altri borghi scoperti da qualche guida influente o veicolati da testimonial conosciuti (Sting a Figline Valdarno, l’intellighenzia di sinistra a Capalbio, etc.).

La Via Francigena ha rappresentato quindi anche un’occasione per agevolare la scoperta della Toscana meno frequentata.

Quella parte di territorio, in cui il patrimonio artistico, pur presente è, però, meno concentrato rispetto ai capoluoghi ma che, nello stesso tempo, è in grado di mostrare una varietà ed una bellezza paesaggistica difficilmente eguagliabile.

Per cui, oltre che a toccare alcuni centri importanti, quali Lucca e Siena, la via Francigena ci conduce all’interno di una Toscana diversa.

Talvolta definita minore ma solo per ciò che riguarda la sua popolarità, non certo minore per bellezza e fascino.

Peraltro queste 15 tappe non rappresentano solo un viaggio nel territorio ma anche nella storia.

Una storia complessa nella quale si intrecciano culture variegate retaggio dei molti comuni ed, ancor più, signorie.

L’Italia dei comuni e delle Signorie

Come normale che fosse, in un’Italia così frammentata, i vari signori, erano spesso in competizione tra di loro. E se solo in alcuni momenti non disdegnavano di ricorrere all’uso delle armi, perennemente erano invece impegnati a competere in maniera più pacifica: cercando di dar lustro al proprio casato.

A tal fine l’espressione più tangibile della propria potenza era rappresentata dallo sfarzo presente nelle loro dimore, arricchite attraverso un generoso mecenatismo teso a contendersi i migliori artisti dell’epoca.

Una generosità, sia pure interessata, della quale, a distanza di secoli, beneficiano anche coloro che percorrono, oggi, la Via Francigena.

Non sono infatti poche le opere che costellano questo cammino contribuendo ad amplificarne la bellezza attraverso un virtuoso connubio di natura, arte e cultura.

Un diverso, sebbene più prosaico, ambito, in cui le molteplici culture e tradizioni ancor oggi si manifestano è quello enogastronomico: una cucina ricca e diversificata capace di rendere ancor più piacevole l’esperienza della Via Francigena.

Un percorso ricco ed anche vario

La Via Francigena Toscana parte dai panorami appenninici godibili nella prima tappa quella che dai 1050 metri del Passo della Cisa scende, in un variare di paesaggi naturali, ai 250 metri di Pontremoli.

Seguendo il corso del fiume Magra, si giunge quindi in prossimità della costa, dalla quale il percorso ufficiale del cammino si distanzia di poco, fino ad abbandonarla dopo averla affiancata per un buon tratto della Versilia.

Da Camaiore in avanti ci si immerge poi nella campagna toscana fra casali e poderi dove i solchi lasciati dagli aratri, i filari di viti, gli ordinati uliveti sembrano disegnati da qualche allievo del Fibonacci.

In realtà sono solo il frutto di una cultura contadina che continua a trarre piacere da ciò che produce ma, non di meno, dalla bellezza del mondo circostante.

A tal proposito non può non toccare l’animo la zona del chianti così come quella delle crete senesi nella quale ci si muove all’interno di un universo cromatico in cui i gialli, i verdi, i rosa si armonizzano declinandosi in mille sfumature.

E in quanto a città e borghi carichi di storia e di cultura se ne attraversano a decine. Alcuni noti, altri meno ma tutti, comunque, meno frequentati di quanto la loro bellezza sembrerebbe suggerire.

Fra questi: Pontremoli, Filetto, Sarzana, San Miniato, San Gimignano, Altopascio, Monteriggioni, Buonconvento solo per citare pochi nomi di un elenco che, se volesse essere esaustivo, non potrebbe che essere lunghissimo.

Buon cibo e buon vino lungo la Via Francigena Toscana

francigena toscana paesaggi e buon cibo
francigena toscana paesaggi e buon cibo

In ultimo ma assolutamente da non trascurare è la ricchezza dell’offerta enogastronomica: iniziando la Via Francigena toscano troviamo il testarolo e le torte d’erbi pontremolesi ai quali ben si accompagna un buon bicchiere dall’autoctona durella.

Poi, scendendo verso la costa, incontriamo varie ricette di pesce con le quali armoniosamente si sposano una serie di vini del territorio quali il vermentino dei Colli di Luni, il bianco del Candia o quello dei colli di Montecarlo.

Mano a mano che il nostro cammino ci conduce verso l’interno ci rendiamo conto di quanto vasta sia la proposta di zuppe e piatti affini che caratterizzano la cucina toscana: ribollita, zuppa del cane, zuppa di cipolle, zuppa di farro, pasta e fagioli ed altre ancora.

In quanto alle carni, che già nel primo tratto si erano fatte apprezzare con la mucca pontremolese e l’agnello di Zeri, qui siamo nel regno della mucca chianina e del maiale di cinta senese che non hanno certo bisogno di presentazioni.

Peraltro, in Toscana non mancano certo salumi, formaggi e, sia pur non noto come quello di Alba, a S. Miniato, anche il tartufo.

Infine, pur in presenza di vini bianchi di struttura quale è la vernaccia di San Gimignano, la parte del leone in fatto di vini, nella Toscana interna, è assegnata al Sangiovese.

Del resto tagliate, arrosti e cacciagione trovano i loro armoniosi abbinamenti nel Chianti, nel Morellino di Scansano, nel Vino nobile di Montepulciano, nel Brunello di Montalcino ed in molti altri meno conosciuti ma tutti impieganti questo vitigno, talvolta in purezza, talaltra assemblato con altri quali il canaiolo, la malvasia, il merlot, etc.

Via Francigena toscana in bicicletta

Un altro aspetto da considerare è che la Via Francigena toscana ben si presta ad essere percorsa anche in bicicletta.

Pratica resa ancor più affrontabile con l’impiego delle moderne E-Bike a pedalata assistita.

via francigena in bicicletta
via francigena in bicicletta

Risulta peraltro evidente che, in certe condizioni, muoversi in bicicletta non può garantire la stessa flessibilità che si ha avendo come unico mezzo di locomozione i propri scarponi.

Tanto più se il ciclista è gravato da borse o altro bagaglio irrinunciabile per chi desideri trascorrere più giorni sul cammino.

A tal fine è stato predisposto un apposito percorso ciclabile che, discostandosi poco da quello pedonale, tiene però conto della specificità del mezzo di trasporto utilizzato: evita le eccessive pendenze, i fondi troppo sconnessi, i guadi impegnativi ed i dislivelli arditi.

Il tracciato da seguire è ben segnalato attraverso frecce e fascette adesive bianco/azzurre riportanti la scritta CicloVia Francigena, accompagnata dal simbolo del pellegrino sul cui sfondo campeggia una ruota di bicicletta.

Quale bicicletta sulla Via Francigena toscana

La bicicletta più adatta ovviamente sarebbe una MTB ma, considerata la variabilità del percorso, dovrebbe montare pneumatici aventi una sezione di almeno 1,9 in grado di ammortizzare il fastidio causato dai tratti disconnessi.

Allo stesso modo la tassellatura dovrebbe presentarsi solo nei lati dello pneumatico, per non rendere più difficoltoso l’incedere sul percorso asfaltato.

Trasporto bicicletta sulla Via Francigena toscana

Un servizio da tener presente è quello fornito dalle ferrovie, inerente il trasporto della bicicletta.

Non è detto che serva ma, per chi si trova a percorrere la via Francigena toscana può rivelarsi utile, perfino prezioso, in certi casi.

in treno con la bici
in treno con la bici

In alternativa o ad integrazione del trasporto ferroviario può rivelarsi utile anche il servizio di trasporto pubblico su gomma del quale, di seguito forniamo i riferimenti:

Dal Passo della Cisa, tappa 22, a Massa, tappa 26, Azienda CTT Nord, Massa Carrara, tel. 050 884000

Nelle tappe Aulla-Sarzana e Sarzana Massa, rispettivamente tappe 24 e 25, poichè interessano 2 Regioni, Toscana e Liguria, alcune linee sono gestite anche da ATC di La Spezia, tel.  0187.522588

Da Massa ad Altopascio, tappe26, 27 e 28: CTT Nord Lucca: tel. 050 884000

Tappe 29 e 30, da Altopascio a Gambassi Terme: PlusBus 0571 74194

Tappe 31,32,33,34,35 e 36, da Gambassi Terme a Radicofani: TIiemme. Da rete fissa 800 922984, da rete mobile 199 168182

Tappa 37 da Radicofani a Acqua Pendente: Autobus Cotral 800 174 471 (da rete fissa con chiamata gratuita), 06 7205 7205 (da mobile, tariffa legata al gestore)

Mesi consigliati per percorrere la Via Francigena Toscana in bicicletta: Maggio, Giugno e Settembre

Via Francigena Toscana: le mappe

Oggi la tecnologia è di aiuto a chi si accinge a percorrere la via Francigena, ed è quindi opportuno avvalersene.

Le mappe della Via Francigena si possono ottenere scaricando la apposita App dal sito ufficiale delle Vie Francigene, presente sulla pagina: App e Guide – Via Francigena (viefrancigene.org)

La APP consente la navigazione GPS lungo il percorso, anche in assenza di copertura da parte della rete mobile.

La Guida della Via Francigena

Peraltro un altro valido strumento è rappresentato dalla guida cartacea. Quella edita da Terre di Mezzo, oltre a fornire le mappe è particolarmente ricca di altre informazioni utili e nei confronti della tecnologia vanta alcuni aspetti talvolta trascurati: non si impalla, non si rompe e non ha batterie necessitanti di ricarica.

La Guida della Via Francigena edita da Terre di Mezzo è oggetto di periodici aggiornamenti che la rendono sempre attuale

Socialità lungo la Via Francigena

Infine c’è uno strumento che non conosce il tempo e non invecchia: la socialità!

La via Francigena, di per sé, invita ad essere socievoli, a condividere situazioni, esperienze, consigli ed informazioni. Talvolta anche cibo e dormitori.

Solitamente, sono socievoli le persone in cammino ma, non di meno, lo sono coloro che sulla Via Francigena ci vivono.

Il pellegrino è una figura rassicurante e, in particolar modo, nei piccoli borghi, è accolto con simpatia ed in lui si vede anche l’interlocutore con il quale instaurare una conversazione occasionale.

Peraltro gli italiani sono, generalmente, persone socievoli, sempre disponibili a rendersi utili fornendo indicazione che possono rivelarsi preziose (un impedimento sul percorso, un’attenzione da prestare in uno specifico tratto, un buon luogo in cui cenare)…

…lo hanno fatto in tempi e condizioni molto più difficili a maggior ragione sono disponibili a farlo con chi si muove con animo pacifico su di un percorso che invita alla fratellanza..