Da Aulla a Sarzana

Francigena toscana: da Aulla a Sarzana

Da Aulla a Sarzana: una tappa breve, facile, con alcuni punti panoramici e molte cose interessanti da vedere.

Bibola

Partendo da Aulla e seguendo i segni bianchi e rossi della Via Francigena, Bibola è il primo luogo abitato che incontriamo.

Trattasi di un antico borgo medievale dove tutto sembra essere rimasto come un tempo: le viuzze strette, le case in pietra, l’antico lavatoio, il castello…no, quello, un tempo era in condizioni migliori!

immagini di Bibola

La posizione è eccezionalmente panoramica. Il borgo abbarbicato sulle pendici della collina, offre a chi lo raggiunge uno spettacolo entusiasmante.

Lo sguardo infatti può spaziare sulle valli dell’Aulella e del Magra per fermarsi, poi, contro la barriera delle Alpi Apuane che, da lì, sembrano essere raggiungibili in breve tempo.

Gli abitanti dei paesi circostanti, forse anche animati da una punta d’invidia, sostengono che a Bibola le galline sono dotate di un taschetto, una similborsa in stoffa che un tempo veniva utilizzata per la raccolta delle olive, nella parte retrostante.

Questo perché in effetti la collocazione di Bibola, insediata sul cucuzzolo del colle, lascerebbe credere che qualsiasi oggetto di forma più o meno sferica, quali una palla o un uovo appunto, lasciato cadere a terra, in quel luogo, possa essere raccolto solo inseguendolo fino ad Aulla.

Lo sguardo sembrerebbe confermarci questo assunto ma rinunciamo a qualsiasi verifica pratica e proseguiamo su viottoli e sentieri fino a raggiungere Ponzano Superiore.

Genovesi parsimoniosi. storia e leggenda

Anche questo è un borgo con una lunga storia.

Conteso e sottoposto, nei secoli, a vari governi, fra i quali i Malaspina, i Medici ed i banchieri del Banco di S. Giorgio di Genova.

Peraltro questi ultimi quasi a voler rimarcare quanta oculatezza venisse da loro impiegata nell’uso del denaro, non volendo peraltro rinunciare ad esporre l’insegna del loro possesso, cosa fecero?

Si impossessarono del bassorilievo in cui era effigiato lo stemma di precedenti proprietari e, così come avrebbe fatto un abile sarto con un vecchio vestito, lo rivoltarono, facendo scolpire su quella che era la facciata retrostante il loro emblema: San Giorgio a cavallo ripreso nell’atto di uccidere il drago.

Avendo comunque cura di usare il supporto con un orientamento sfalsato di90° rispetto all’originale. Così posizionato il vecchio casato risulta anche virtualmente abbattuto.

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Ora, io non so quanto questo fatto abbia alimentato la malignità, tuttora diffusa, che attribuisce ai genovesi uno spiccato senso di oculatezza nello spendere, però il fatto sicuramente non ha contribuito a smentirla.

Peraltro, in merito alla veridicità del fatto storico, essa è tuttora constatabile. Infatti a Ponzano, questa lastra marmorea, è esposta e visibile da entrambe i lati.

Allontanandoci da Ponzano un’altra bella sorpresa ci attende: il castello della Brina, un insediamento che, dopo aver ospitato le bellicose tribù dei liguri apuani, in età medievale assurse a grande interesse strategico per la sua posizione dominante, in grado di controllare la sottostante Via Francigena.

Il castello della Brina

Mezz’ora è sufficente a percorrere il tratto, poco più di due km, che ci separa da Sarzana.

Sarzana

Questa è una città carica di storia e tradizioni. Meriterebbero una visita approfondita i suoi palazzi, le sue chiese i suoi due castelli, la Fortezza di Castruccio e la fortezza Firmafede.

Ci accontentiamo di visitare quest’ultima nonchè la bella cattedrale di Santa Maria anche perché vicine, in quanto entrambe insistono nel bel centro storico cittadino.

La fortezza Firmafede

L’edificio, ben conservato, ospita sovente manifestazioni, quale ad esempio il Festival della Mente, all’interno delle sue massicce mura.

Costruita dove, nel XIII secolo, era stata eretta una fortificazione da parte dei pisanii pisani nel XIII secolo, fu fatta edificare, così come oggi la vediamo, da Lorenzo il Magnifico, intorno alla metà del XV secolo.

Sarzana: fortezza Firmafede

Cattedrale di Santa Maria

La cattedrale di Santa Maria Assunta è stata edificata a metà del XIV secolo, attraverso l’ampliamento della antica pieve di San Basilio che, da oltre due secoli, occupava quello spazio.

Realizzata in uno stile architettonico tardo gotico toscano, ha un impianto a croce latina.

Al suo interno è divisa in tre navate, separate da arcate e colonne, terminanti in un’abside maggiore e due cappelle.

La copertura, in legno, è costituita da capriate a vista.

Le aree delle navate laterali sono state oggetto di ulteriori lavori nel XVII secolo.

In tale epoca infatti sono state realizzate le cappelle laterali e l’abside centrale.

A questo intervento fece poi seguito l’apposizione di 3 statue in facciata: quella di sant’Eutichiano al centro, di papa Sergio IV a sinistra e, a destra, quella del papa originario di Sarzana, Tomaso Parentuccelli, salito al solglio pontificio con il nome di Niccolò V.