Da Previdè a Pontremoli

Dopo quella che viene definita la “colazione del pellegrino”, una colazione sostanziosa a base di prodotti locali, ci rimettiamo in cammino.

Lasciamo il borgo di Previdè e raggiungiamo Groppodalosio percorrendo una mulattiera che si inerpica fra terreni boscosi, uliveti e qualche campo coltivato.

Groppodalosio è un borgo che si distende lungo un’unica strada sulla quale nella cantonata di una casa sono dipinti i segni bianchi e rossi della francigena che ci indicano di imboccare il viottolo che abbiamo a sinistra.

Un panorama variegato: orti, campi coltivati, ed un pollaio ci accompagnano costeggiando il percorso nel tratto in cui ci conduce a quello che è ormai diventato un simbolo della Via Francigena: il bel ponte medievale che consente di attraversare il fiume Magra.

Da lì, su percorso ombreggiato da vecchi castagni si risale fino a raggiungere la strada asfaltata che, vicina a Casalina, viene subito abbandonata a favore di un selciato che attraversa l’intero paese.

Uscendo dallo stesso passiamo davanti al Mulino di Perini, un edificio pluricentenario, impiegato in funzioni diverse: oratorio, scuola e mulino. Ancora perfettamente efficente ed alimentato da un biedale ( un percorso lastricato in arenaria ed utile a convogliare le acque verso le macine) che trova alimento nel soprastante bosco ad alcune centinaia di metri di distanza.

Appena pochi metri di asfalto, là, dove si sbuca davanti al cimitero e subito ritroviamo, sulla nostra sinistra, l’indicazione di imboccare una mulattiera che attraverso il bosco ci conduce al ponte della spergiura. Un nome che lascia chiaramente trasparire la storia di passioni e tradimenti dei quali è stato testimone, agli inizi del secolo scorso.

Proseguiamo e raggiungiamo il Passo della Crocetta, lasciandoci alle spalle l’abitato di Toplecca. Il percorso è, in una dolce salita resa piacevole anche dalla cornice boschiva ed ingentilita da alcuni corsi d’acqua, le cui acque trasparenti fanno numerosi salti prima di passare sotto i ponti che ci vedono transitare.

Al Passo della Crocetta, dove è presente una piccola e graziosa chiesa, facciamo una piccola sosta per godere dello spettacolare panorama che abbraccia l’intera valle del Magra.

Riprendiamo il cammino su un percorso sterrato che in prossimità del borgo successivo, Arzengio, appare invece ancora perfettamente lastricato.

In questo tratto sono presenti anche le XIV stazioni della Via Crucis lungo le quali, da tempo immemorabile, durante la settimana santa si svolge una partecipata processione.

Del resto a Pontremoli e nel territorio circostante l’impronta religiosa è profonda. La Valdantena è chiamata anche la Valle del Sacro Cuore perché ha dato i natali a molti preti ed a ben 2 vescovi. Durante questa tappa ci è capitato di vedere molte edicole religiose sul ciglio della strada mentre il centro cittadino vanta una densità di edifici religiosi difficilmente rinvenibile altrove.

Lasciato Arzengio si ritorna a camminare sullo sterrato ma in breve ci si immette su una strada asfaltata che ci conduce sulla sponda sinistra del fiume Magra.

Un piccolo ponte ci consente di attraversarlo ed eccoci giunti alla nostra meta!

A Pontremoli meritano senz’altro una visita il Castello del Piagnaro ed il Museo delle Statue Stele in esso contenuto.