e…le tappe successive

Partiamo da un’informazione utile: l’acqua.

Un bar aperto, un ristorante, un alimentari, un ostello o un B&B sul percorso della via Francigena, rappresentano senz’altro dei servizi utili. Poi, però, c’è un servizioo che è molto più che utile, è indispensabile: l’acqua.
Nelle tappe lunigianesi della via Francigena, troverete fontane a:
Cavezzana D’Antena-Groppoli-Previdè-Groppodalosio-Casalina-Arzengio-Pontremoli-Ponte per canale-Ponticello-Pieve di Sorano-
Filattiera-Filetto-Villafranca-Virgoletta-Fornoli-Terrarossa-Aulla-
Bibola-Vecchietto-Ponzano-Sarzana
Inoltre, presso una serie di località, quelle indicate nelle foto allegate (non tutte, però, insistenti sul percorso della via Francigena), oltre all’acqua naturale troverete anche quella frizzante.

Le Oasi dell'acqua in Lunigiana
Le Oasi dell’acqua in Lunigiana

In questa pagina vi racconteremo le tappe della Via Francigena Toscana, ma lo faremo in maniera diversa. Non intendiamo scrivere una ennesima guida. Di quelle ne potrete trovare già diverse. Alcune ben fatte. Altre meno. Da parte nostra consigliamo quella edita da Terre di Mezzo, chiara, completa e scritta da chi la Via Francigena la percorre ogni anno: Roberta Ferraris e Luciano Callegari.

Quello che noi faremo invece sarà un’integrazione alle guide. Vi racconteremo la Via Francigena Toscana così come la vedono coloro che vivono in Toscana, che amano la Via Francigena e che, sovente, indossano gli scarponi e ne percorrono una o più tappe. Quindi, ove possibile, racconteremo storie, aneddoti. Forniremo indicazioni in merito a servizi esistenti ma conosciuti solo da chi abita sul posto, a nuovi servizi ed anche ad eventuali criticità.

Ed a proposito di criticità, sul sito sarà presente anche uno spazio di discussione, il Blog “cosa c’è che non va”. Per questo chiediamo la vostra collaborazione. Vi invitiamo a segnalarci cattivi servizi, scarsa manutenzione, elementi ostativi al passaggio dei pellegrini, uso improprio della Via Francigena con mezzi a motore, etc.

Ogni segnalazione, affinché possa venir pubblicata e resa oggetto di discussione, corredata da un recapito telefonico, andrà inviata alla mail camminofrancigeno@gmail.com

La Prima tappa della Via Francigena toscana

Dal Passo della Cisa a Pontremoli

La prima tappa della Via Francigena toscana ve la racconta Marco, pensionato, abitante nel comune di Pontremoli.

Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa in merito alla prima tappa della Via Francegena toscana. Lo faccio volentieri: è una tappa alla quale sono affezionato. La percorro più volte in un anno perché è bella in ogni stagione. Tutta su sentiero, in un contesto vario che dai 1041 metri del Passo della Cisa scende fino ai 236 metri di Pontremoli e che, quindi, attraversa un paesaggio estremamente vario.

Il percorso ufficiale, completamente immerso nella natura, offre, infatti, scenari, colori e profumi che cambiano in continuazione.

Sarò di parte ma, a mio avviso, questa è la più bella tappa dell’intero percorso francigeno.

Comunque non è del percorso che scriverò. Vedo infatti che a questo è già stata dedicata un’ampia sezione del sito.

Mi soffermerò invece su tre aspetti, inerenti questa tappa, che difficilmente potrete trovare sulle guide della Via Francigena ed anche altrove:

uno da sapere (San Francesco sulla Via Francigena)

uno da gustare (i formaggi di Franco e Cristina, pastori in Valdantena)

uno da vedere conoscendone la storia (il ponte della spergiura)

La seconda tappa della Via Francigena toscana

Da Pontremoli ad Aulla

Tracciato della seconda tappa di Via Francigena Toscana: Pontremoli-Aulla
Tracciato della seconda tappa di Via Francigena Toscana: Pontremoli-Aulla

La seconda tappa di Via Francigena Toscana ve la racconta Ivana, abitante del comune di Tresana.

Buongiorno ed Eccomi!

Sono Ivana, amante della relazione Umana e del contatto con la natura, che, per questi motivi, facilitata dalla piena condivisione familiare, ha scelto la Lunigiana, quale luogo in cui venire a vivere ed anche lavorare.

Mi è stato chiesto di parlare della seconda tappa della Via Francigena, Pontremoli- Aulla, e ne sono onorata… per cui grazie della fiducia e dell’opportunità!

L’alternanza del cammino tra natura e strada statale in alcuni tratti rende il percorso un po impegnativo ma, in cambio,  potrete godere di paesaggi non banali, siano essi naturali oppure realizzati dalla sapiente mano di artigiani locali, in particolar modo, in periodo medievale.

Come avrete modo di appurare nel fare l’esperienza del cammino, in questo territorio, la natura incontaminata della Lunigiana è, infatti, un contesto ideale per rievocare l’atmosfera originaria dei molti antichi manufatti che incontrerete nel vostro incedere lungo questa tappa di Via Francigena (la pieve romanica di Sorano, il borgo di Ponticello con le sue case torre, il borgo murato di Filetto, la bella chiesa di Virgoletta, il castello di Virgoletta e quello di Terrarossa, etc). 

Da parte mia, mi asterrò dall’ illustrare un percorso che, con ben altro titolo e maggior professionalità, è già stato esposto nella guida che, probabilmente, avrete con voi o che, comunque, sicuramente avrete letto, informandovi, prima di partire.

Cercherò invece di fornirvi alcune informazioni che ritengo possano essere utili ma che difficilmente potreste reperire in altro modo.

Pertanto, così come ha già fatto Marco, in merito alla tappa numero uno di via Francigena toscana, mi soffermerò anch’io su tre aspetti analoghi:

una da gustare: i formaggi di PierPaolo

uno da vedere: la Chiesa di Virgoletta

uno da sapere: i servizi offerti ai pellegrini dal B&B “Il tempo del Vento”

Tre aspetti che, se conosciuti, così mi auguro, possono contribuire a rendere più interessante e, nello stesso tempo, anche più piacevole la vostra esperienza lungo questa tappa : buon cammino, allora!

La terza tappa della Via Francigena toscana

Da Aulla a Sarzana

Questo è il filmato, realizzato da Sergio Colombini, lungo il percorso di questa tappa di Via Francigena da Aulla a Sarzana.

Aulla Sarzana è tappa tosta
Aulla Sarzana: una tappa tosta

Da Sarzana a Massa

Tracciato della terza tappa di Via Francigena Toscana: Sarzana-Massa
Tracciato della terza tappa di Via Francigena Toscana: Sarzana-Massa

Da Massa a Camaiore

La sesta tappa della Via Francigena toscana

Da Camaiore a Lucca

Ticlo bags Trasportozaino Francigena (https://www.facebook.com/TrasportozainoViaFrancigena/):

forniamo servizi di trasporto bagagli, ma anche informazioni, lungo la Via Francigena: Tel. 339 704 3013

Il percorso di tappa ufficiale prevede la partenza da Camaiore ma, in molti, lo affrontano iniziandolo da Pietrasanta.

Pietrasanta-Lucca 32 km
Tappa caratterizzata da una bassa difficoltà controbilanciata però dalla lunghezza del tragitto la cui parte terminale, priva di ombreggiatura, si snoda tutta su strada asfaltata.

La segnaletica in alcuni punti potrebbe essere migliorata per rendere più semplice trovare il giusto percorso.

I paesaggi attraversati sono affascinanti ed lungo gli stessi sono presenti diversi piccoli borghi molto caratteristici.

L’approvigionamento di acqua, fino a Valpromaro, è garantito dalla abbondanza di fonti pubbliche.

Ed, a proposito di Valpromaro, sarebbe opportuno valutare la possibilità di terminare lì il cammino, raggiungendo Lucca solo il giorno successivo.

Qualora l’idea dovesse sembrarvi buona potrete trascorrere la notte presso l’ostello del pellegrino, gestito da ospitaleri molto accoglienti.

In questo modo, riducendo il percorso e conseguentemente la fatica accumulata, il giorno successivo potrete visitare Lucca.

La città è affascinante soprattutto nel suo centro storico circondato da mura transitabili e merita di essere goduta con una sosta in grado di consentirne una visita approfondita.

La settima tappa della Via Francigena toscana

Da Lucca a Altopascio

Tappa breve e pianeggiante,prevalentemente al sole e su asfalto ma buona parte del percorso è su strade secondarie abbastanza gradevoli. Segnaletica ottima, pochi punti di acqua pubblica. Fortunatamente, sul percorso, si incontrano numerosi bar.

La ottava tappa della Via Francigena toscana

Da Altopascio a San Miniato

La nona tappa della Via Francigena toscana

Da San Miniato a Gambassi Terme

Il tratto iniziale, appena usciti da San Miniato è ancora su asfalto. Dopo poco, però, iniziano i paesaggi tipici della campagna Toscana, quasi interamente su stradine bianche sterrate.

Purtroppo il percorso è soleggiato ed in certe giornate reso ancor più arduo dalla scarsità di punti presso i quali fare rifornimento di acqua.

La ottava tappa della Via Francigena Toscana
Via Francigena: paesaggi toscani

La tappa è quindi da considerarsi impegnativa ma offre non banali ricompense sotto l’aspetto paesaggistico: scenari ricchi di colori con la presenza di costruzioni rurali tipiche del territorio.
Inesistenti i punti di ristoro tranne un bar osteria proprio prima di arrivare a Gambassi .

Fortunatamente, giunti alla meta, risulta possibile concedersi il meritato riposo presso il suggestivo ostello Sigerico.

La decima tappa della Via Francigena toscana

Da Gambassi Terme a San Gimignano

Un percorso affascinante.
Da quando abbiamo percorso quella che a noi sembrerebbe essere la più bella tappa dell’intera Via Francigena, quella appenninica che partendo dal passo della Cisa si conclude a Pontremoli, oggi, per la prima volta abbiamo potuto nuovamente godere del naturale fresco prodotto dall’ombreggiatura boschiva: una delizia!
Peraltro, l’intero paesaggio prevalentemente rurale offre scenari inconsueti.

Varia poi anche la tipologia degli incontri: non solo camminatori e pellegrini ma anche asini, cavalli e mucche, liberamente pascolanti.

Varia poi anche la tipologia degli incontri: non solo camminatori e pellegrini ma anche asini, cavalli e mucche, liberamente pascolanti.

La tappa, il cui percorso è caratterizzato da numerosi saliscendi, sarebbe ancor più apprezzata qualora dovessero crearsi le condizioni favorevoli all’apertura di qualche punto di ristoro.

Nel frattempo, sarebbe auspicabile un incrementao delle fonti presso le quali poter consentire al pellegrino di dissetarsi.

La undicesima tappa della Via Francigena toscana

Da San Gimignano a Monteriggioni

Parco fluviale dell’Alta Valdelsa

Il Parco fluviale dell'alta val d'Elsa
Il Parco fluviale dell’alta val d’Elsa

Superato l’abitato di Colle Val d’Elsa, a Gracciano ha inizio l’affascinante parco fluviale che si snoda per circa 2 km fino ad arrivare in località san Giorgio.

La vista, già dalla passerella di accesso pedonale, ci avverte che stiamo entrando in un mondo diverso. Pieno di sorprese.

Da lì infatti risultano ben visibili le opere idrauliche, la Steccaia ed il Callone Reale, realizzate dagli abitanti del luogo, nel X secolo.

Una testimonianza dell’attenzione che, ahinoi ancor più di oggi, nel Medioevo, veniva prestata alla regimentazione delle acque.

Attraverso tali interventi, quella che talvolta era una forza animata da una furia distruttrice, veniva domata, asservita alla volontà umana ed impiegata sia per l’irrigazione che per muovere le macine dei mulini.

Proseguendo si arriva a quella che per i locali, è sempre stato luogo di balneazione: la cascata di Diborrato.

Una pozza profonda 10 metri alimentata dallo spettacolare salto che le acque compiono nel superare i 15 metri di dislivello che le separa dall’altura soprastante.

Proseguendo al suo interno, poi, il Parco non è avaro di altre piacevoli sorprese quali la grotta dell’orso.

Ed, in succedersi di scalini, ponti tibetani staccionate e passerelle in legno, va a concludersi in località San Giorgio con l’approdo a luoghi identificati con nomi che, attribuiti in un tempo remoto, lasciano intendere quanto, in quei luoghi, fosse stretto il rapporto con la natura: la Conchina, il Masso Bianco, la Nicchia e la Spianata dei Falchi.

Un rapporto mantenutosi nel tempo e che improntato al rispetto è contraccambiato da tanta varia bellezza, dovuta non solo ad una vegetazione rigogliosa ed alla discreta opera dell’uomo ma anche ad una fauna estremamente ricca.

Il Parco è infatti popolato da un’ampia varietà di specie animali.

Al suo interno non è infatti insolito incontrare volatili quali l’airone cenerino, la gallinella d’acqua, la ballerina gialla, il martin pescatore, il germano reale e la garzetta, una specie che qui viene a svernare.

Ancor più variegato è poi l’ambito acquatico dove le speci più comuni (il cavedano, il barbo, la carpa, il ghiozzo di ruscello, il rospo la raganella, la rana verde, la rana agile, il tritone crestato e quello punteggiato) convivono con altre sfrattate da luoghi più compromessi e che, fortunatamente, hanno trovato nelle acque limpide del Parco il loro habitat ideale: la cozza d’acqua dolce, mollusco bivalve, lungo fino a 10 cm., che vive infisso sul fondale, i gamberi di fiume e, più restii a mostrarsi anche perché meno numerosi, i granchi di fiume.

Il Parco rappresenta oggi un luogo affascinante per gli adulti ed istruttivo per quanti invece ancora piccoli, qui, hanno modo di rendersi conto che la bellezza della natura è un patrimonio che abbiamo avuto in prestito e che necessita dell’attenzione di noi tutti per essere conservato a beneficio delle future generazioni. Ma questo…i pellegrini, ed anche i loro figli, già lo sanno!

Le Caldane: una sosta tonificante

La dodicesima tappa della Via Francigena toscana

Da Monteriggioni a Siena

Segnalato da vedere:

Dormire a Siena: un consiglio da commento FB

La tredicesima tappa della Via Francigena toscana

Da Siena a Ponte D’Arbia

La quattordicesima tappa della Via Francigena toscana

Da Ponte D’Arbia a San Quirico D’Orcia

Accoglienza a San Quirico d'Orcia
Accoglienza a San Quirico d’Orcia
da Ponte D'Arbia a San Quirico d'Orcia
da Ponte D’Arbia a San Quirico d’Orcia

Abbandonando Ponte d’Arbia lascierete anche l’omonima valle. D’ora in poi vi muoverete all’interno della Val d’Orcia.

Qui la Via Francigena è veramente carica di storia.

Infatti, la stessa, ha assorbito la Via Cassia, che, a sua volta, in epoca romana, era stata realizzata su impulso del censore Cassio Longino, attraverso il collegamento di vari percorsi creati dal popolo etrusco che, per lungo tempo, aveva abitato questo territorio.

Dopo Torrenieri, salendo verso la sommità del colle, dovrete camminare in un tratto di strada asfaltata, tortuoso ma non pericoloso: un percorso secondario e quindi poco trafficato.

Il circolo dei cipressi di San Quirico
Il circolo dei cipressi di San Quirico

In alto, sulla destra potrete imboccare una breve deviazione, che troverete sulla destra e che snodandosi sulla cresta dei colli vi condurrà al rinomato boschetto dei cipressi di San Quirico.

Da qui potrete ricongiungervi, subito, alla francigena oppure proseguire per poi scendere e prendere la strada bianca che vi condurrà fino a San Quirico d’Orcia

La quindicesima tappa della Via Francigena toscana

Da San Quirico D’Orcia a Radicofani

Il centro storico di San Quirico d’Orcia è attraversato, per tutta la sua lunghezza, dalla Via francigena.

In fondo al paese, davanti alla chiesa di Santa Maria, potrete vedere la corte del vecchio “ospedale della scala”.

Un luogo che, in epoca medievale, offriva ospitalità ed assistenza ai pellegrini di passaggio.

Proseguendo inizierà la strada bianca che vi porterà fino a Vignoni alta.

Quest’ultimo è un piccolo borgo dove le vecchie case, abitate da cittadini socievoli e cortesi, contribuiscono a produrre una piacevole sensazione. Quella di un viaggio a ritroso quando lo scorrere del tempo era più lento e meno stressante.

La porta di Bagno Vignoni (foto di Angelo Lunardi)
La porta di Bagno Vignoni (foto di Angelo Lunardi)

Imboccando la via principale e percorrendola fino in fondo raggiungerete la porta del borgo: una suggestiva cornice al cui interno vi apparirà uno scorcio della Val d’Orcia.

Bagno Vignoni (foto di Angelo Lunardi)
Bagno Vignoni (foto di Angelo Lunardi)

Scenderete fino a Bagno Vignoni, paese rinomato per le sue acque termali che, site in fondo al paese, sono liberamente accessibili e fruibili a chiunque voglia goderne.

Abbandonato Bagno Vignoni, risalirete verso Castiglione d’Orcia.

Prima di raggiungerlo, seguendo le indicazioni, imboccherete il percorso sulla sinistra e in pochi passi vi troverete nel cuore della Val d’Orcia.

Un territorio godibile in ogni stagione: quelle colline tondeggianti che, durante le stagioni invernali, si vestono di mille toni di giallo e marrone in primavera esplodono di mille colori fino ad assumere le caratteristiche tonalità dorate nel periodo estivo.

Qui, Jessica Mantengoli, pratica dei luoghi, consiglia di proseguire fino a Gallina dove poi riprederete una strada bianca sulla destra ( il suo consiglio è quello di evitare di proseguire sulla strada asfaltata in quanto, larga e rettilinea, viene percorsa a grande velocità dai mezzi a motore).

Prima di iniziare a salire per Radicofani troverete la deviazione per Bagni San Filippo, un luogo in cui, sempre ad accesso libero, sono presenti delle terme racchiuse in un affascinante scenario naturale.

Quella di una rilassante immersione è una tentazione che, coniugata alla lunghezza della tappa, suggerisce a molti di terminare in questo luogo la giornata di cammino per riprenderlo poi nel giorno successivo.

La salita per Radicofani si snoda per lo più lungo strada asfaltata ma non molto trafficata.

L’unica nota dolente sono i cani da pastore che controllano le greggi.

ATTENZIONE!

Attenti ai cani da pastore
Attenti ai cani da pastore