La Via Francigena oggi

Un itinerario culturale e…turistico

La Via Francigena, come correttamente definita dal consiglio d’Europa, è un itinerario culturale.

Un itinerario che dipanandosi attraverso diversi territori di quella che è oggi l’Europa, ha messo in collegamento luoghi abitati da popoli diversi, ne ha agevolato il contatto e la condivisione di saperi derivanti da culture, fino ad allora, estranee l’una all’altra.

Modi di vivere, saperi alti, saperi popolari che talvolta hanno viaggiato a seguito di re, di cortigiani, di avventurosi mercanti, talaltra nella bisaccia di semplici pellegrini o anche di soldataglie provenienti da ogni dove.

Ma, ovviamente non è solo un itinerario culturale, è anche una intelligente operazione di marketing territoriale. Uno stimolo per una forma di turismo sano e responsabile.

Un modo per far conoscere luoghi e paesaggi belli ma, poco vocati ad accogliere grandi folle e quindi non inclusi nelle mete turistiche proposte dai vari tour operator.

La Via Francigena non è un itinerario storico

Invece la Via Francigena non è, perché non può esserlo, un itinerario storico.

E non può esserlo per più ragioni. Innanzi tutto perché in oltre duemila anni, da che è nata (ricordiamo infatti che Sigerico è il testimonial di una via che si chiama francigena perché, secoli prima la percorrevano i Franchi e che, ancor prima aveva consentito il transito delle centurie romane dirette in Gallia e Britannia) il territorio sul quale essa si sviluppa ha subito modifiche non banali: strade, autostrade, ferrovie, zone densamente popolate dove una volta era solo campagna, etc.

In secondo luogo perché, se ci si dovesse rifare a percorsi storici, pur soprassedendo in merito all’aspetto sopra menzionato, di Vie Francigene non ne esisterebbe una, bensì ce ne sarebbero decine.

Infatti con il nome di Via Francigena sempre più si andarono indicando fasci di vie, che, correndo in prossimità l’una dell’altra, offrivano a chi le percorreva la possibilità di evitare pericoli, quali la presenza di banditi in un determinato punto, o lo straripamento di un fiume divenuto inguadabile, etc.

Allo stesso modo piccole deviazioni si rivelavano necessarie per trovare accoglienza, talvolta cure, e quant’altro utile a proseguire nel cammino.

La scelta fatta quando si è deciso di rilanciare la Via Francigena, eleggendola a Cammino d’Europa, è quindi stata quella di censire i numerosi percorsi esistenti, attribuendo poi la qualifica di percorso ufficiale ad uno di essi; quello in grado di offrire, a quanti avessero voluto accingersi a percorrerlo, la migliore esperienza sia sotto il profilo paesaggistico che sotto quello della sicurezza.

La Via Via Francigena Toscana

Percorso della Via Francigena Toscana

La Via Francigena Toscana, attraversa l’intera regione con un percorso di 380 Km suddiviso in 15 tappe.

Avvantaggiata dal disporre di un paesaggio estremamente bello, la Regione Toscana, da subito, si è impegnata nella valorizzazione di questo cammino riservando particolare attenzione alla sicurezza di camminatori e pellegrini in movimento sullo stesso.

I tratti su strada asfaltata, in condivisione con il normale traffico, quindi anche poco salubri, sulla Via Francigena Toscana, sono pertanto estremamente limitati: quelli per i quali, al momento, non esistevano alternative tecnicamente praticabili.

Risorse importanti sono poi state dedicate ad ostelli e strutture ricettive che, però, affidate ai comuni, così come tanti altri interventi strutturali, non sempre sono state impiegate come sarebbe stato auspicabile.

Ci sono ancora ostelli finanziati, ultimati e mai entrati in funzione (Vedi ostello di Filetto nel comune di Villafranca Lunigiana o quello in località Canale a Filattiera) ed alcuni degli interventi finanziati sotto il titolo di Via Francigena, hanno solo una tenue relazione con la stessa.

Chi percorre la Via Francigena?

Famiglie sulla Via francigena

Ma, a proposito di Via Francigena: chi percorre questo cammino?

Abbiamo provato a stilare un profilo di chi sceglie di fare un’esperienza percorrendo la via francigena.

Un elenco che non ha alcun valore scientifico e che, come tutte le generalizzazioni non può che essere molto approssimato.

Però, pur nella sua genericità, ci è sembrato contenere elementi di verità, frutto di osservazione ma, ancor più, di migliaia di conversazioni, avute negli ultimi 10 anni, con tanti di coloro che hanno affrontato questo cammino.

Single uomo giovane: non di rado si è messo in cammino a seguito di una frattura sentimentale. Nascosto dietro una sicurezza quasi sfacciata o una tristezza malcelata, talvolta ostentata quale arma da cattura, il suo obiettivo principale è quello di autoconfermarsi uomo desiderabile. Al momento non si pone il problema se sarà l’avventura di una sera o l’amore della vita, l’obiettivo è comunque chiaro: rimorchiare!

Single donna giovane: anch’essa è spesso reduce da una relazione poco soddisfacente che, quasi sempre, l’ha vista assumere la decisione di certificarne la fine. Sanamente priva di rimorsi ed anche di rimpianti non evita però di interrogarsi. Sulla Via Francigena cerca di rimettere in ordine le idee. Di capire perché, le sue aspettative non abbiano potuto concretizzarsi. E’ incline a stringere, sul cammino, amicizie con persone del suo stesso sesso ed a scambiare con loro impressioni, o, non di rado, a stilare caustiche sentenze sull’intero genere maschile.

Gruppo amici giovani: ragazzi animati dalla voglia di stare insieme, scherzare, fare battute, e, perché no? avere qualcosa di interessante da raccontare, una volta rientrati a casa. Non tutti i giovani in gruppo percorrono la via Francigena, ma quelli che lo fanno, solitamente, sono portatori di una gioia pulita: sono rispettosi dell’ambiente, amano la vita all’aria aperta ed hanno un profondo senso dell’amicizia.

Gruppo amici maturi: uguali a quelli giovani, cambiano solo l’età anagrafica e gli argomenti di conversazione.

Gruppo amici con famiglia: non sono moltissimi. Però, quando li vedi transitare trasmettono piacevoli sensazioni. Una decina di adulti seguiti da marmocchi di età diverse che si divertono imparando. E non imparano solo a riconoscere il canto di un merlo, a distinguere una quercia da un castagno, a sapere cos’è uno scoiattolo o che i fiori, oltre ad essere belli, spesso profumano. Imparano anche a stare insieme, a non litigare, ad aiutarsi l’un l’altro a capire che non esiste solo ciò che è mio e ciò che è tuo ma anche ciò che è nostro.

Coppia: per le coppie, la via Francigena, o un altro cammino simile, si rivela terapeutica. Chilometri percorsi fianco a fianco, in un contesto che induce alla serenità, facilitano la comunicazione, invogliano a parlare di cose grandi (i figli, il lavoro, la salute), ma anche di quelle che lo sono meno (confidenze, ricordi, piccolo gossip, etc), e che, nella frenesia della vita quotidiana, vengono sovente sacrificate.

Uomo maturo: in questa fascia di età ci sono due tipologie di camminatori: 1) chi, ahilui, si è trovato di fronte alla perdita della propria compagna. Cammina per distrarsi, senza altri scopi. Per trovare sul cammino, immerso nella natura, un lenimento al dolore che gli tormenta l’anima 2) chi, dotato di una vitalità che non si è ossidata con gli anni, continua ad aver voglia di fare cose, di misurarsi con esperienze diverse ed ha per compagna una donna comprensiva che, priva del suo patrimonio energetico, preferisce restare a casa, contenta di accudire i nipoti.

Donna matura: quasi sempre il suo è un viaggio culturale. Quando si mette in cammino sa già tutto ed ha già una meticolosa nota in cui ha stilato la lista di quello che dovrà vedere in ogni luogo in cui si troverà a passare e a soggiornare. Conversatrice interessante non si accontenta di generiche spiegazioni, se ti elegge a suo interlocutore e accetti il ruolo…è meglio che tu abbia studiato l’argomento.

Lo scroccone: gli amici gli hanno raccontato che sulla Via Francigena, esistono luoghi in cui si può mangiare e dormire, lasciando poi una “volontaria offerta”, una perifrasi che nella sua mente viene stringatamente tradotta in “gratis”, magari temperata dall’avverbio quasi. Solitamente è un tipo simpatico, un giovialone. Gli va bene tutto, ma…se invece dell’acqua c’è una birra è meglio. Dorme, mangia, beve, poi, il mattino successivo mette qualche spicciolo nella cassetta delle offerte e riprende il suo cammino.

Il credente: in misura molto limitata ma ce ne sono. Affronta la Francigena con lo stesso spirito con cui l’hanno sempre affrontata i pellegrini mossi dalla fede. Il suo obiettivo è arrivare a Roma, non perché attratto dalla città, dal percorso, etc. ma come semplice testimonianza di devozione. Parla a voce bassa ma comprensibilissima, si muove con gesti misurati ed accompagna ogni sua affermazione con un sorriso appena accennato. Persona piacevole che ispira serenità

Il pellegrino da Bar: percorre la Via Francigena ma è poco interessato a ciò che vede. Parlano tutti della via Francigena, un percorso diventato di moda. Lui lo fa per disporre di un argomento in più nelle conversazioni che intrattiene con gli amici del bar, i compagni di scuola o di lavoro, le ragazze. “Ho fatto la Francigena” gli sembra un’affermazione in grado di suscitare, se non rispetto, almeno ammirazione.

Il turbopellegrino: ha caratteristiche simili a quelle del pellegrino da Bar, ma, se possibile, alle stesse aggiunge un elemento peggiorativo: non solo è poco interessato alla bellezza, al paesaggio ma, di proposito, va a cercare accorciamenti del percorso. Incurante di polveri sottili, microinquinanti ed altri elementi nocivi dei quali, con minor dispendio di tempo ed energie, potrebbe fruire in abbondanza vicino casa, percorre lunghi tratti su strade provinciali e statali, purchè gli consentano di arrivare prima. Un competitivo che, in lotta contro il tempo, non disdegna di alterare le regole del gioco, per potersi poi vantare di un primato difficilmente uguagliabile. Sembra che questa tipologia di camminatori stia raccogliendo le firme affinché, sull’autostrada che porta a Roma, affiancata alla corsia di emergenza, ne venga realizzata una dedicata ai pellegrini: the Francigena highway.

Previdè: Pellegrini in cammino sulla ia Francigena

Buon cammino a tutti!