Via Francigena

Tappe, servizi e…un po’ di storia

Le tappe

Tappa 22 dal passo della Cisa a Pontremoli

Tappa 23 da Pontremoli ad Aulla

Tappa 24 da Aulla a Sarzana

Tappa 25 da Sarzana a Massa

Via Francigena: un percorso con millenni di vita

“Dalle legioni di Cesare al cammino di Sigerico: scopri la vera storia della via dei Franchi”

Molto prima di Sigerico, qui marciavano le legioni di Cesare

Il primo tracciato, identificabile come Via Francigena, realizzato circa un secolo prima della nascita di Cristo, aveva uno scopo prettamente militare.

⚔️Lo scopo militare

Tale opera, infatti, necessitava a Giulio Cesare per dar corso alle sue campagne espansionistiche tese ad assoggettare la Gallia e la Britannia.

Affinché le sue legioni potessero muoversi ed essere approvvigionate con relativa facilità fece apportare modifiche e integrazioni.

Ingiunse di collegare vari tratti di strade esistenti, fino ad allora utilizzati a livello locale, facendone costruire di nuovi per raccordarli, là, dove necessario.

Dai soldati ai religiosi

A partire poi dal V secolo, tale percorso, iniziò ad acquisire anche una valenza di carattere religioso.

Infatti l’episcopato romano autoproclamò Roma sede apostolica.

Un titolo rivendicato in virtù del fatto che presso questa città si trovava la tomba di S.Pietro. Colui che era stato il primo vescovo di Roma ed anche l’apostolo cui Gesù aveva conferito il ruolo più importante nella fondazione della sua chiesa.

Come tutt’oggi avviene, una motivazione molto terrena necessitava di una copertura ideale, di riti e liturgie capaci di conferirle una sorta di sacralità.

In realtà ben altra ragione sosteneva la decisione dell’episcopato romano: il predominio sulle restanti sedi vescovili (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme) .

Per dar suggello a tale nuova condizione furono emanate direttive cui i vescovi era obbligati ad attenersi.

Fra l’altro venne imposto loro di compiere, almeno una volta nella vita, un pellegrinaggio a Roma, per rendere omaggio alla tomba di San Pietro.

Una pratica che ebbe emuli nel popolo anche se solo con l’avvicinarsi dell’anno 1000 il pellegrinaggio assunse un vero e proprio carattere che, oggi, definiremmo di massa.

E’ opportuno, peraltro, ricordare che, in quel tempo, questa via non era ancora identificata con il nome univoco di Via Francigena.

I singoli tratti che, uniti la componevano, continuavano ad essere indicati con il loro nome originario. Quelli assegnato loro dalle comunità che li avevano realizzati a servizio, per lo più, di un traffico locale.

Via Francigena, via dei Franchi

Via Francigena fu il nome, pressoché unanimemente adottato, solo quando la stessa si rivelò utile alle truppe di Pipino il Breve che la percorse fino a Roma, a capo del suo esercito.

I Franchi popolo dal quale prese il nome la Via Francigena
I Franchi popolo dal quale prese il nome la Via Francigena

Quest’ultimo era il re di alcune popolazioni occupanti l’odierna Francia e parte della Germania, che venivano identificati sotto il comune nome di Franchi.

Per ben due volte nel 755 e nel 756, questo esercito si mosse lungo questa direttrice, perché chiamato in soccorso dal papa, Stefano II, infastidito dall’arroganza longobarda.

Da allora, su questa strada venne impresso il nome di Via Francigena.

Probabilmente a ciò contribuì anche l’eco della vittoria conseguita dal re franco che, in entrambe le occasioni, sconfisse i longobardi a Pavia e poi si recò a Roma, dove fu accolto calorosamente dal papa.

Non dovette trascorrere molto tempo a far sì che, dall’uso comune, il nome di Via Francigena venisse adottato anche nei documenti ufficiali.

Già nell’876, infatti, esso compare in un atto notarile, tutt’ora conservato a S. Salvatore del Monte Amiata, presso l’archivio dell’abbazia.

Peraltro essendo, allora, una delle principali strade di collegamento fra regioni del nord e la parte centrale dello stivale, la Via Francigena, risultava parecchio trafficata.

Lungo la stessa si muovevano eserciti, mercanti, avventurieri ed anche pellegrini che si recavano a Roma o, in taluni casi, perfino a Brindisi quando decisi ad imbarcarsi verso la terra Santa.

Sigerico, sponsor della Via Francigena

Sigerico, il testimonial della Via Francigena

Il più famoso, fra coloro che percorsero la Via Francigena, con motivazione religiosa, fu senz’altro Sigerico, vescovo di Canterbury.

Lo stesso, nel 990, si recò a Roma per ricevere dal papa, Giovanni XV, la stola di lana bianca, simbolo dell’incarico vescovile conferitogli.

Nel percorrerla a ritroso, Sigerico, tenne un diario indicante i luoghi in cui si trovò a pernottare, nel percorrerla durante il ritorno in patria.

Una premura che gli è valsa un riconoscimento postumo. In virtù di quegli appunti, oggi, è stato infatti insignito del ruolo di testimonial della Via Francigena.

In sostanza, però, Sigerico è, appunto, solo un testimonial della Via Francigena. Nulla più.

Così come il caffè Lavazza esisteva prima che a George Clooney fosse affidato il compito di pubblicizzarlo allo stesso modo la Via Francigena era tale ormai da circa 2 secoli, quando, su di essa, Sigerico mosse i suoi passi.

Francigena: un solo nome ma diversi percorsi

Quello del moltiplicarsi dei percorsi che, attraverso varianti diverse, affiancavano l’originario cammino.

Infatti, se il tracciato univoco si era rivelato indispensabile per l’organizzazione della logistica militare, non altrettanto lo era per chi si muoveva con finalità pacifiche.

Essa ora andava quindi formandosi come un fascio di vie, una vicina all’altra ma utili a evitare le insidie che, nel mondo medievale, potevano essere molteplici.

Viaggiare nel medio evo infatti comportava rischi non banali.

Per quanto possibile, nell’itinerario si prediligevano tratti in cui erano presenti centri abitati, ancor meglio se dotati di presidio militare, ma l’imprevisto era sempre in agguato.

A quelli di carattere naturale, un pendio franato, un torrente in piena, un branco di lupi affamati, si andava ad aggiungere la sempre incombente minaccia rappresentata dai banditi.

E’ vero che i pellegrini, per lo più, viaggiavano in compagnia e sempre attrezzati con il loro bordone: un bastone con la punta di ferro utilizzabile anche come arma di difesa, ma, quando possibile, la soluzione migliore era quella di cambiare percorso.

Ma la sicurezza non era l’unico aspetto di interesse per pellegrini o cavalieri che si muovevano sulla Via francigena.

Il loro viaggio necessitava anche di servizi: luoghi in cui sostare nella notte, in cui rifocillarsi, nei quali avere la possibilità di curarsi se colpiti da qualche morbo o rimasti vittima di qualche incidente sul cammino.

A tal fine, lungo il percorso, iniziarono a fiorire attività.

Taverne e stazioni di sosta per cavalli, al servizio dei più abbienti, mercanti e uomini d’affari.

Mentre, per i pellegrini, vennero aperti all’ospitalità monasteri, abbazie e altri luoghi di fede, dove, quasi sempre, sia pur per un periodo di tempo limitato, non più di tre giorni, cibo e alloggio venivano offerti gratuitamente.

Di questa specifica missione, per lo più, se ne presero cura alcuni ordini di cavalieri religiosi.

La Via Francigena e i cavalieri del Tau

Simbolo dei Cavalieri del TAU

In Toscana operarono soprattutto i cavalieri del Tau chiamati anche cavalieri di San Giacomo, i cui simboli, talvolta, sono rinvenibili scolpiti nelle pietre dei centri storici.

In questa attività sovente si affiancarono loro anche ordini cavallereschi più bellicosi, quali i templari ed i Cavalieri di San Giovanni, il cui originario impegno era stato quello di difendere il sacro sepolcro, minacciato dagli arabi.

La pratica del pellegrinaggio, in epoca medievale, è stata molto praticata, sia dagli strati popolari che da quelli appartenenti alla nobiltà.

Peraltro, quello che era un fenomeno spontaneo venne mantenuto vivo anche con l’indizione periodica dell’anno Santo.

Una ricorrenza durante il quale, ai pellegrini che si recavano a Roma, era garantita la remissione dei peccati.

La Via Francigena e il Giubileo

Pellegrini a Roma per l'anno Santo

L’anno Santo venne istituito nel 1300 da papa Bonifacio VIII che fissò in 100 anni la sua periodicità.

Successivamente, quest’ultima andò riducendosi prima a 50, poi a 33 ed infine a 25 anni.

Agli inizi dell’età moderna iniziò un lento ma progressivo mutamento nella popolazione che continuava a muoversi sul percorso francigeno.

Un attenuarsi della religiosità prodotto anche dalla denuncia dei mali della chiesa che era stata alla base della scissione attuata da Martin Lutero.

Andavano infatti incrementandosi coloro che lo percorrevano mossi da ragioni economiche mentre diminuivano i pellegrini motivati esclusivamente dalla fede.

Un cambiamento ben accolto da molti dei piccoli feudatari che avevano tratti di via Francigena facilmente controllabili, all’interno del territorio a loro soggetto.

Infatti, mentre i pellegrini erano spesso dotati di un documento che li esentava da qualsiasi imposizione locale, lo stesso riguardo non era dedicato a chi sulla Via Francigena si muoveva per altri scopi.

Un esempio di tale modo di operare è quello dei Malaspina in Lunigiana.

Gabelle sulla Via Francigena

Già nel XII secolo, infatti, Obizzo Malaspina, interrogato dall’imperatore Federico Barbarossa, non aveva avuto difficoltà ad ammetterlo.

In un territorio poco generoso dal punto di vista agricolo, buona parte dei suoi averi derivavano dalla riscossione gabellare.

Una tassa imposta ai mercanti che con i loro muli carichi di merci, attraversavano l’Appennino, valicando il Passo della Cisa.

Nel tempo, la Via Francigena andò perdendo di importanza a causa di due fattori:

la secolarizzazione di una società sempre meno improntata ad un profondo sentimento religioso.

il progresso tecnologico che applicato al mondo dei trasporti: ferrovie, autostrade, etc, le sottrasse l’originaria valenza.

Negli ultimi 2 secoli venne quasi dimenticata fino a che nel 1994 ma… questa è un’altra storia.

La trovate descritta nella pagina dedicata alla Via Francigena oggi che, peraltro…gode ancora del fascino della Via Francigena storica!

ricevuta pagamento gabella sulla via Francigena

Francigena accogliente attuale

Oggi, dove un tempo passavano le legioni, trovi l’accoglienza dell’Eremo Gioioso!

pellegrini sulla via francigena
  • 📍Indirizzo: Località Previdè, 4
  • 👟Distanza dal percorso ufficiale della Via Francigena: Km. 0
  • 🛌Posti letto: 12
  • 🛅Altri servizi: lavatrice, aria condizionata, wi-fi, credenziali e timbro su credenziali, giardino attrezzato di quanto utile a consumare pasti. Fornisce necessario per cena tipica e colazione, wi-fi, posteggio protetto per biciclette, giardino)
  • 💰Costo pernottamento: da € 70 a € 35, in relazione alla numerosità degli espiti
  • ☎️Contatti: Tel. 01871825591-whatsapp 3283142916 mail: camminofrancigeno@gmail.com
  • ℹ️Sito Internet: bedandbreakfastpontremoli.it